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Full text of "Poliuto; tragedia lirica in tre atti di Salvatore Cammarano. Musica di Gaetano Donizetti. Da rappresentarsi nel R. Teatro alla Scala, l'autunno 1866."

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POLIUTO 

TRAGEDIA  LIRICA  IN  TRE  ATTI 


Ita 


S5 


&  MILANO,  F.  LUCCA. 

'  3023 


5  -?  ~ 


POLIUTO 

TRAGEDIA.  LIRICA  IN  TRE  ATTI 

DI 

SALVATORE  CA1IMARAHO 


MUSICA  DI 


DA  RAPPHESENTARSI 

NEL  R.  TEATRO  ALLA  SCALA 

L'Autunno  1866 


MILANO 

COI  TIPI  DI  FRANCESCO  LUCCA. 

Diritti  di  traduzione,  ristampa  e  riproduzione  riservati. 


Il  subbietto  dì  questo  lavoro  è  storico,  e  Pietro  Corneìlle 
ne  trasse  il  suo  Polyeucte  :  l'indole  del  dramma  musicale 
troppo  diversa  da  quella  di  una  tragedia,  non  mi  permise 
di  seguire  che  poche  tracce  dell' Eschilo  francese.  Pure, 
quanto  il  consentiva  la  scarsa  latitudine  a  me  conceduta , 
mi  studiai  che  la  morale  vi  si  mostrasse  in  tutta  la  sua 
luce.  Quindi  a  lato  delle  pia  sublimi  virtù  cristiane  ,  di- 
pinsi nel  personaggio  di  Callistene,  e  come  ombre  del  qua- 
dro, gli  errori,  e  l'empietà  del  paganesimo,  Se  questa  lirica 
tragedia  (che  io  dettava  prima  dei  Martiri  di  ScribeJ  verrà 
dall'universale  aggiudicata  nuda  affatto  d'ogni  altro  pregio, 
non  le  sarà  contrastato,  ne  son  certo,  il  primo  a  cui  mirar 
dovrebbe  ciascun  autore  drammatico,  lo  scopo  morale. 

SALVATORE  C AMMARANO. 


1SB.  Alcuni  versi  di  questo  Melodramma,  che  parve  condannato 
all'oblio,  lecer  mostra  di  sè  in  altri  miei  lavori;  era  ovvio  sosti- 
tuire ai  menzionati  altri  versi,  ma  ciò  poteva  nuocere  alla  musica, 
ed  è  in  rispello  di  essa,  e  dell'  insigne,  quanto  infelice  amico,  che 
ne  fu  T autore,  se  io  lascio  la  poesia  qual  fu  in  origine  invocando 
air  uopo  la  pubblica  indulgenza. 


PERSONAGGI  ATTORI 

SEVERO,  proconsole    .    .    .    Sig.   Mommi  Gustavo 
FELICE,  governatore  di  Mitilene  Sig.   Archinti  Gaetano 
POLIUTO,  magistrato  e  sposo  di  Sig.   Bulterini  Carlo 
PAOLINA,  figlia  del  governatore  Sig.a  Bianchi  Adele 
CALLISTENE  ,  gran  sacerdote 


di  Giove  Sig.  Rossi- Galli  Enrico 

NEARGO ,  capo  dei  Cristiani , 

d'Armenia  ......    Sig.  Venanzi  Francesco 

Un  Cristiano  Sig.  Bertoni  Pietro 


CORI  E  COMPARSE 

Cristiani  —  Magistrati  —  Sacerdoti  di  Giove 
Popolo  Armeno  —  Guerrieri  Romani. 


L'avvenimento  ha  luogo  in  Mitilene,  città  capitale  dell' Armenia, 
nell'anno  257  di  nostra  salute. 


ATTO  PRIMO 

il  Battesimo. 


SCENA  PRIMA. 

Tenebrose  caverne:  sull'alto  un  forame  donde  ha  principio  una 
scala  intagliala  nella  rupe,  per  cui  si  discende;  nel  davanti 
ingresso  ad  uno  speco ,  del  quaie  scorgesi  poca  luce  rossastra. 

Molti  gruppi  Cristiani,  altri  in  capo  alla  scala, 
altri  ascendendo,  altri  nel  piano. 


Coro 

Parte  iScendiam... 

II.  Silenzio... 

III.  Silenzio... 

•  IV.  Immerso 
Tutto  nel  sonno  è  1'  universo... 
V.  Da  questo  ignoto,  profondo  speco 
A.  palesarci  non  sorga  un  eco. 

TtJTTl  (dopo  esser  discesi) 

Ancor  ci  asconda  un  velo  arcano 
All'  empio  ferro  che  ne  minaccia. 
Il  giorno  forse  non  è  lontano 
Che  fra  i  martiri  al  mondo  in  faccia, 
Per  noi  la  prece,  con  labbro  esangue, 
Al  Re  de' cieli  s'innalzerà: 
E  più  del  labbro,  il  nostro  sangue 
Del  Dio  vivente  favellerà. 

(entrano  silenziosi  nello  speco) 


8  ATTO 

SCENA  II. 

Politilo,  Hearco.  Poliuto  discende  il  primo ,  fa  alcuni 
rapidi  passi  verso  lo  speco  quindi  si  arresta  gettandosi 
nelle  braccia  di  Nearco. 

Nea.  Tu  sei  commosso! 

Pao.  È  ver...  Sul  capo  mio 

L'  onda  che  terge  dall'  antica  macchia 

Fia  sparsa  in  breve...  Un  sacro 

Terror  m' investe  ! 
Nea.  Di  terror  che  parli? 

Quei  che  t'apre  le  braccia,  ostia  di  pace 

S'  offerse,  e  pace  ei  piove 

NelT  alme  in  cui  discende. 
Pol.  Io  ti*  ho  ben  d'  uopo! 

Da  procellosi  affetti 

È  sconvolta  la  mia. 
Nea.  Poliuto  ! 

Pol.  Velen  di  gelosia 

Mi  rode  il  cor!... 

Nea.  Fia  vero  !... 

Pol.  Dir  la  parola,  intendere  il  pensiero 

Mal  può  di  quanto  amor  la  mia  consorte 
Amava...  ed  amo...  Di  tristezza  ingombra 
Talor  la  vidi,  e  tacito  le  guance 
Solcarle  amaro  pianto:  a  lei  ne  chiesi; 
Con  labbro  incerto  mendicò  ragioni, 
Che  fur  pretesti,  ed  a' sospiri  il  varco 
Negò...  ma  tardi.  Ahi!  quando 
Giace  nel  sonno,  ed  io  co'  miei  sospetti 
Veglio,  gemer  la  sento,  e  tronchi  detti 
Parlar  d'amore!...  A  Callistene  apersi 
Il  mio  pensier  geloso,  e  d'  un  rivaie 
Anch'  ei  sospetta. 

Nea.  Chi  nomasti!...  Ah!  taci. 


PRIMO  9 
Dubbio  tremendo  fomentar!...  Ministro 
D'  un  cullo  iniquo,  ben  costui  le  parti 
Tutte  ne  adempie!  -  Di  virtù  severa 
Speglio  è  la  tua  consorte,  e  corpo  all'ombra 
Tu  dai.  Calmati...  cessa. 
Il  momento  s'  appressa, 
Il  momento  solenne! 
A  Dio  ti  volgi,  e  quel  soccorso  implora, 
Che  invan  giammai  non  fu  richiesto. 
Pol.  Io  piego 

La  fronte  nella  polve...  e  gemo...  e  prego. 
D'  un'  alma  troppo  fervida 

Tempra,  buon  Dio,  gli  affetti... 

Tu  che  lo  puoi,  tu  dissipa 

Gli  orrendi  miei  sospetti... 

Nel  combattuto  core 

Discenda  il  tuo  favore, 

Né  più  lo  scuota  un  palpito 

Che  indegno  sia  di  te. 
Nea.        Vieni,  e  ti  guidi  un  angelo 

Del  SUO  delubro  a  piè.  (entrano) 


SCENA  IH. 

Paolina. 

Ove  m' inoltro?  Qual  tremendo  speco!... 

Ah!  vano  il  mio  sospetto 

Non  fu!  Qui  certo  han  loco 

I  sanguinosi  altari , 

E  le  vietate  orribili  adunanze 

Di  lor  ,  che  Dio  si  fero  un  uom.  Lo  sposo 

Anch' egli  dunque?  0  morte, 

Rapito  m'  hai  Y  amante,  ora  il  consorte 

Bieca  sogguardi!,..  Gente  s'appressa!... 

(si  cela  dietro  un  sasso) 

V  Olinto  2 


10 


ATTO 


SCENA  IV. 

Nearco,  seguito  da  un  drappello  di  Cristiani  e  detta. 

Nea.  Udiste  ! 

Fin  che  si  compia  il  rito 

Cauti  vegliate  della  rupe  il  varco. 

In  voi  m'affido. 
Cri.  Non  temer.  (escono) 

Pao.  NearCO  ?  (avanzandosi) 

Nea.  Qual  voce!...  Che!  traveggo!... 

Donna ,  tu  qui  ? 
Pao.  Siili'  orme 

Di  Poliuto  trassi.  Ornai  più  notti 

Son,  che  le  piume  abbandonar  furtivo 

Lo  scorsi:  un  dubbio,  un  fero  dubbio  è  sorto 

Nel  mio  pensier...  La  santa 

Religion  degli  avi 

Osato  avria  disdir? 
Nea.  T  apponi  al  vero. 

Pao.  Numi  ! 

Nea.         Fatai  mistero 

Tu  penetrasti  !  -  Una  recente  legge 

Non  più  d9  esilio  )  ma  di  pronta  morte 

I  neòfiti  coglie! 

La  tua  virtù  fia  pegno 

Del  tuo  silenzio,  ed  il  periglio  estremo  . 

Di  Poliuto!...  Andar  m'è  d'uopo.  (rientra) 
Pao.  Io  tremo! 

ALCUNE  VOCI  DALLO  SPECO. 

Infiamma  quesl'  alma,  o  spirto  di  Dio , 
Che  piena  di  speme  a  te  ricovrò: 

E  il  premio  le  serba  che  avanza  il  desio, 
Che  il  figlio  celeste  col  sangue  merco. 

PREGHIERA  GENERALE. 

Signor,  le  tue  leggi  prostrati  adoriamo. 
Le  sante  tue  leggi  di  pace,  d'amor. 


PRIMO  li 
Per  noi,  per  le  spose,  pei  figli  preghiamo, 
Pe'  nostri  nemici  preghiamo,  Signor. 
Pao.  Un  turbamento  arcano 

Io  provo!...  Al  cor  mi  scende 
Quella  preghiera!  È  forza, 
É  forza  ch'io  m'  atterri  L.  -  0  che  mai  sento! 
Fin  pe' nemici  lor!  Divino  accento! 
Di  quai  soavi  lagrime 
Aspersa  è  la  mia  gota!... 
Qual  mi  ricerca  1-  anima 
Dolce  potenza  ignota!... 
Somiglia  una  speranza.,. 
1/  umana  gioia  avanza... 
Par  che  dal  ciglio  infranto 
Mi  cada  un  fosco  vel  !... 
Par  che  il  devoto  canto 
Ritrovi  un  eco  in  ciel  !  - 

SGENA  V- 

Poliufto,  Hearco,  quindi  gli  altri  Cristiani. 

Nea.  Mira... 

Pol.  Donna  !... 

Pao.  0  sposo  mio... 

Di'...  rispondi...  Abbandonasti 

Il  tuo  culto? 
Pol.  Un  vero  Dio 

Me  raccolse, 
Pao.  Ed  obbliasti 

Qual  rigor... 
Pol.  Noi  temo. 

(odesi  lieta  musica  guerriera:  i  Cristiani  ricompariscono) 

Alcuni  cri.  Echeggia 

Lunge  ancora  un  suon  giulivo! 

Gli  altri       Sorse  1'  alba...  Si  festeggia 
Del  Proconsole  Y  arrivo. 


12  ATTO 

Ne  a.  A  noi  tutti  sulla  chioma 

Pende  il  ferro  già  snudato: 

Delle  folgori  di  Roma 

Qui  Severo  giunge  armato. 
Pao.  Ah!...  Severo!...  E  combattendo 

Ei  sul  campo  non  morì  ? 
Nea.  Egli  vive. 

Pao.  (CielL.  che  intendo!...) 

Ma  la  fama?... 
Nea.  Il  ver  mentì! 

PaO.  (l  su01  occhi  sfavillano  della  più  viva  gioia  j  ma  volgendosi 
a  Poliuto  cerca  reprimersi) 

(Perchè  di  stolto  giubilo 

Mi  balzi,  o  cor,  nel  petto?... 

Vive  V  amato  oggetto, 

Ma  spento  egli  è  per  me  ! 
Condanna  questi  palpiti 

Il  mio  dover...  la  sorte... 

Il  palpito  di  morte 

Meglio  &'  addice  a  te.) 
Cri.  Sfidar  saprem  la  morte, 

Eterno  Iddio,  per  le. 

SGENA  VI. 

Magnifica  piazza  di  Mitilene;  da  un  Iato  vestibolo  del  tempio  di  Giove 
dall'altro  la  soglia  del  palagio  municipale. 

La  scena  si  riempie  di  Popolo,  quindi  comparisce  Severo 
preceduto  dalle  sue  legioni. 

Coro       Plausi  all'inclito  Severo, 

Lauri  eterni  alla  sua  chioma, 
Egli  è  vita  delT  impero, 
Scudo  e  brando  egli  è  di  Roma; 
Saggio  in  pace,  e  prode  in  guerra, 
Fra  i  mortali  un  Dio  sembrò: 
Ed  ogni  eco  della  terra 
Del  suo  nome  rimbombò! 


PRIMO  13 
Sev.  Decio  a  signor  del  mondo , 

Popolo  Armeno,  a  le  m'invia:  felice 
Egli  li  brama,  ed  a  tal  uopo  ingiunto 
M'ha  d'estirpar  l'iniqua 
Sacrilega  genia  ribelle  ai  numi , 
Che  s'annida  fra  voi,  come  Ira  i  fiori 
Malvagia  serpe.  (In  breve 
Ti  rivedrò,  mia  speme!...  Il  sen  mi  scuole 
Un  palpitar  frequente!... 
La  tua  dolce  presenza  il  cor  già  sente! 
Di  tua  bellade  immagine 

È  questo  sol  ch'io  miro; 

Piena  è  di  te  quest'aura, 

Piena  del  tuo  respiro... 

Ah  !  tutto  in  queste  arene 

Parla  contento  e  amor! 
Celeste  Iddio  propizio 

Chiuse  la  mia  ferita, 

Pur  da  te  lunge,  ahi  misero! 

Io  non  sentia  la  vita... 

Dappresso  a  te,  mio  bene, 

Saprò  che  vivo  ancor  !) 

SGENA  VII. 

Cailistene,  Felice,  Politilo,  Sacerdoti,  Magistrati  e  detti. 

Come  fausta  è  a  noi  }'  aurora 
Che  in  Armenia  te  conduce , 
A'  tuoi  voti  Giove  ognora 
Fausto  arrida,  invitto  duce. 

Grato  appien  !...  (scorge  Felice) 

Sei  tu?...  M' abbraccia,  - 

E  la  figlia? 

(Ciel  !...  che  mai , 
Che  dir  posso?...  il  cor  s'agghiaccia!..) 
Non  rispondi  ! 


Cal. 

Sev. 

Fel. 
Sev. 


14  ATTO  PRIMO 

Fel.  La  Vedrai...  (con  sommo  turbamento) 

Sev.  Ella  forse  ?... 

Fel.  Al  tuo  cospetto 

Mira  intanto  il  suo  consorte. 

Sev.  Il  Consorte!...  (come  tocco  dal  fulmine) 

Pol.  (Qual  sospetto!...) 

Fel.  (Oh  momento!...) 

Sev.  (Oh  colpo!...) 

Gal.  (Oh  sorte!) 

Sev.  (Non  deliro?...  altrui  porgesti, 

Donna  rea,  la  mano,  il  cor?...) 
Fel.  (Freme!...) 

Sev.  (0  cruda,  e  lo  potesti?...) 

Pol.  (Si  coverse  di  pallor.) 

Sev.        (No,  Tacciar  non  fu  spietato 

Che  spargeva  il  sangue  mio, 

Ma  il  destino  avverso  e  rio, 

Che  la  vita  mi  serbò  ! 
Ah!  gioisci,  o  core  ingrato, 

Gel  di  morte  in  sen  mi  piomba... 

Questo  avanzo  della  tomba 

Alla  tomba  io  renderò.) 
Gal.        (La  vendetta  che  giurai, 

Donna  ingrata,  compirò.) 
Fel.        (Ah  !  per  me  del  giorno  i  rai 

Densa  nube  circondò!) 
Pol.        (Fredda  mano  il  cor  m'afferra! 

Luce  orrenda  balenò  (...) 
Coro       Ei  fu  grande  in  pace  e  in  guerra; 

Fra  i  mortali  un  Dio  sembrò! 

(Severo  entra  nel  palagio  municipale;  tutti  lo  seguono) 


FINE  DELL'ATTO  PRIMO. 


ATTO  SECONDO 

11  Neóflio 


SCENA  PRIMA. 

Atrio  nelle  case  di  Felice,  in  fondo  deliziosi  giardini. 
Severo  e  Caliistene. 

Gal.  Inoltra  il  piè.  Ne'  lari 

Siam  di  Felice:  ov'  egli  assente  or  fosse 
A  te  dirà  la  figlia: 

L'  atrio  varcar  tu  la  vedrai ,  che  1'  ora 

È  questa  in  cui  si  tragge 

A'  suoi  penati. 
Sev.  Oh!  dimmi... 

Cal.  Parla. 

Sev.  Quai  giorni  dello  sposo  accanto 

Mena  costei  l 
Gal.  Nel  pianto 

Solinga  vive.  II  padre 

A  me  svelò  ch?  ella  d'  amor  sul  Tebro 

Ardea...  ma  nella  tomba 

Scese  I  oggetto  sospirato.,.  E  forse 

D'  Imene  al  tempio  suo  malgrado  spinta 

Fu  dal  paterno  cenno. 
Sev.  (Qual  benda  egli  mi  strappa! ..  Oh  ciel!...) 
Gal.  Ma  denno 

Fra  poco  arder  gì'  incensi  al  re  de5  Numi. 

Uopo  è  rilrarmi  all'  ara:  ivi  t5  aspetto. 

(Compiasi  Y  opra.)  (parte) 


16  ATTO 

Sev.  Sventurata  è  dunque! 

Sventurata,  non  rea!...  Qualcun  s'appressa! 

Gelo,  ed  avampo!...  non  m'inganno,  è  dessa! 

SGENA  IL 

Paolina  e  detto. 

Sev.  Donna... 

Pao.  Che!...  Possenti  numi!... 

Tu,  tu  stesso!...  Ah!  non  seguirmi... 
Sev.        Odi...  arresta...  Invan  presumi, 

Dispietata,  invan  fuggirmi... 

Varca  il  centro  della  terra, 

Scendi  al  regno  della  morte, 

Io  ti  seguo. 
Pao.  (Eterna  guerra 

Mi  farai,  tremenda  sorte!...) 
Sev.  Tremi! 

Pao.  (Un  gel  mi  sta  sul  core!...) 

Sev.        Io  li  veggo  impallidir! 
Un  oggetto  di  terrore 
Son  per  te? 
Pao.  (Vorrei  morir!) 

Sev.       Il  più  lieto  dei  vivenli 

Fui  giungendo  in  queste  arene! 

Un  olimpo  di  contenti 

Io  sperai  dal  nostro  imene!... 

La  mia  gioia  è  volta  in  pianto... 

Gronda  sangue  il  core  infranto... 

Fu  delirio  la  sua  speme! 

D'  egra  mente  un  sogno  fu! 
Pao.        (Ei  non  vegga  il  pianto  mio, 

Le  mie  smanie  non  intenda... 

Se  pietoso  in  ciel  v'  è  un  Dio, 

Da  me  stessa  mi  difenda. 

Tutto,  ah!  tutto  il  primo  ardore 


SECONDO  17 

Si  ridesta  nel  mio  core... 

Io  son  donna,  ed  ha  pur  troppo 

Un  confine  la  virtù!) 
Ahi,  chi  ti  guida,  incauto? 
Sev.  Mei  chiedi?  l'amor  mio. 

Pao.  Entrambi  slam  colpevoli, 

Tu  se  prosegui ,  ed  io 

Se  più  t'  ascolto.  Involati... 

Esci... 

Sev.  E  potrei  lasciarti? 

Pao.  Lo  devi. 

Sev.  Oh!  cruda! 

Pao.  Un  ultimo 

Addio  ricevi ,  e  parti. 
Sev.  Ultimo! 
Pao.  Sì. 
Sev.  Ne  spargere 

T'odo  un  sospiri  No,  mai, 

Mai  non  mi  amasti  !... 

PaO.  (co,z  trasporto  inconsiderato)  E  leggere 

Mi  puoi  neir  alma  ?  e  sai 

Qual  rio  contrasto?...  (Ahi  misera! 

Che  parlo!...) 
Sev.  Il  vero  intendo!... 

Tu  m'ami  ancora?  Oh!  dimmelo... 
Pao.  (Strazio  di  morte  orrendo!) 

Sev.  Mira,  lo  chieggo  in  lagrime... 

Pao.  Ah!  cessa... 

Sev.  Ed  al  tuo  piè. 

(Politilo  e  Callistene  traversano  la  scena  in  fondo) 

Pao.        Quest'  alma  è  troppo  debole 
In  così  rio  cimento  !... 
Fuggi...  noi  sai  che  perdere 
Mi  puote  un  sol  momento? 
Ah!  d'  un  rimorso  orribile 
Non  far  eh'  io  sparga  il  pianto... 
Lasciami,  o  crudo,  gemere, 


ATTO 
Ma  di  dolor  soltanto... 
Pura  j  innocente  lasciami 
Spirar  lontan  da  te. 
No,  vivi,  esulta,  o  barbara, 
Del  tuo  consorte  a  fianco... 
Disperdi ,  obblia  d'  un  misero 
11  sovvenir  pur  anco... 
Non  io,  non  io  dimentico 
Sarò  di  te  giammai: 
Fin  che  resta  un  palpito 
In  questo  cor  vivrai... 
Sepolto,  ignoto  cenere 
Avvamperò  per  te. 

(parie  disperato j  Paolina  si  ritira) 

SCENA  III. 

Politilo* 

Veleno  è  l'aura  eh'  io  respiro!...  -  L'indegna 

Ella  invitava  il  traditore...  Non  mente 

No,  Callistene...  Io  stesso,  io  vidi!  E  un  brando, 

Un  pugnai  non  avea!...  - 

Ma  trema,  o  coppia  rea... 

Fu  macchiato  1'  onor  mio!... 

Necessaria  è  la  vendetta... 

Spargerà  di  sangue  un  rivo 

La  mia  destra  punitrice... 

Sul  codardo  semivivo 

Ferir  vo'  la  traditrice. 

E  strappargli  il  cor  dal  petto, 

II  perverso,  infido  cor. 
Ah!  1  amai  d'  immenso  affetto!... 

Ora  è  immenso  il  mio  furor! 


Sev. 


SECONDO 


SCENA  IV. 

Un  Cristiano  e  detto. 
Signor  ?...  (nella  massima  agitazione) 

Che  vuoi  ? 

Nearco... 

Ebben  ? 

Di  ceppi  carco  • 
Fu  strascinato... 

Ahi!  dove? 
Mi  -trema  il  cor  !... 

Di  Giove 

Al  tempio. 

Eterno  Iddio... 

Che  sento! 

In  gran  periglio 

Stanno  i  fratelli.  {parte  rapidamente) 

Ed  io! 

(resta  un  momento  assorto  ne3  suoi  pensieri,  quindi  si 
riscuote  ad  un  tratto) 

Cessa  fatai  consiglio 

Dell'  ira...  Il  ciel  mi  schiude 

La  via  che  tragge  a  sè  !... 
M'infiamma  una  virtude 

Che  pria  non  era  in  me  !... 
Sfolgorò  divino  raggio, 

Da'  miei  lumi  è  tolto  un  velo... 

Voce  santa  come  il  cieio  ! 

Di  perdono  a  me  parlò  ! 
Obbliato  è  già  l'oltràggio, 

Più  vendetta  il  cor  non  chiede... 

Dio  quest'anima  mi  diede, 

Pura  a  Dio  la  renderò.  (parte) 


'20 


ATTO 


SCENA  V. 

Tempio  di  Giove;  nel  mezzo  gran  simulacro  del  Nume, 
innanzi  al  quale  un'ara  ardente. 

Callisftene,  Severo,  Felice,  Paolina,  Sacerdoti 
e  Popolo  Armeno. 

SàC.  {}n  tuono  di  fanatico  zelo) 

Celeste  un'aura 
Del  tempio  move  , 
AI  sacrifizio 
Presiede  Giove , 
Che  il  giusto  premia  , 
E  Tempio  atterra, 
Che  può  dai  cardini 
Scuoter  la  terra , 
Le  stelle  innumeri 
Strappar  al  ciel  ! 
Pop.  Ver  noi  propizio 

Abbassa  i  lumi 
Rettor  del  fulmine, 
Primier  de'  numi  : 
Tu  dell'Armenia 
Veglia  su  i  fati , 
Qual  padre  tenero 
Sui  figli  amati  : 
Proleggi  un  popolo 
A  te  fedel. 

Gal.  (gettando  nuovi  incensi  sull'ara) 

La  tua  possanza  colga  gli  audaci 
D'  un  falso  Nume  stolti  seguaci. 
Sac.  Sia  maledetto  chi  reca  insulto 

Del  gran  Tonante  al  sacro  culto. 
Muoia  deserto,  e  fra  tormenti, 
Gli  sia  negata  la  tomba  ancor. 


SECONDO  21 
La  polve  iniqua  sperdono  i  venti... 
Di  lui  non  resti  che  infamia  e  onor. 
Cal.  Magistrati,  guerrieri, 

Popolo,  è  surto  alfìn  delle  celesti 
Vendette  il  giorno,  io  1' affrettai ,  chiamando 
L'armi  di  Roma.  Tribunal  migliore, 
A  difendere  il  tempio, 
Non  v'  ha  del  tempio  istesso. 
Pop.  È  ver. 

(ad  un  cenno  di  Callislene  si  avanza  Nearco) 

SGENA  YL 

Hearco  fra  le  guardie  e  detti. 

Gal.  Quesl'  empio 

Nemico  è  degli  Dei:  securo  avviso 
Ebbi  che  aggiunse,  nella  scorsa  notte, 
Uno  a  tanti  seguaci 
Del  suo  vietato  culto. 
Quel  reo  di  morte,  eh'  ei  discopra  imponi. 

(a  Severo) 

Sev.  L'  accusa  udisti  ? 

Nea.  E  la  confermo. 

Sac.  Estrema 

Baldanza  ! 
Pao.  (Il  cor  mi  trema!..) 

Sev.  Il  neòfito  appella. 
Nea.  Io? 
Sev.  Sì:  lo  ingiungo 

A  nome  di  colui  che  tempra  i  fati 

Dell5  impero  latino/ 
Nea.  Ed  io  potrei 

Tradire  un  mio  fratello? 

Bruttar  di  tanto  eccesso 

Potrei  quest'alma?...  Inorridisco !-  Il  sangue 

Chiedimi ,  il  sangue  mio... 

L'  anima  no ,  che  V  anima  è  di  Dio. 


2-2  ATTO 

Sev.  Ti  può  quel  reo  silenzio 

Costar  tremende  pene! 
Sac.  Ornai  favella. 

Pao.  (Un  brivido 

Ricerca  le  mie  vene!...) 

(Un  momento  di  pausa:  Nearco  persiste  nel  silenzio) 

Sev.  Entro  il  più  nero  carcere 

L'indegno  strascinate, 
E  fra  tormenti  orribili 
Discopra  il  ver. 

(le  guardie  circondano  Nearco  j  che  muove 
intrepido  per  uscire) 

SCENA  VII. 

Poliuto  e  detti. 


Pol.  Fermate. 
Pao.  (Oh  numi  !...) 

Pol.  Quel  neòfito 

Da  voi  richiesto... 

Gli  ALTRI  (tranne  Pao.  e  Nea.)  Ebben  ? 

Pol.  Son  io. 

Gal.  Fel.  Tu  stesso! 

Sac.  Ah  perfido!... 

Sev.  Egli!... 

Pao.  Ho  la  morte  in  sen!.., 


Sev.,  Gal.,  Fel.,  Sac.  e  Pop. 

La  sacrilega  parola 
Nel  delubrio  ancor  rimbomba, 
Ed  il  giorno  non  s'invola? 
E  la  folgore  non  piomba? 
Troncherà  supplizio  infame!      («  Poi) 
Di  tua  vita  il  nero  stame! 
Pena  eterna  fra  gli  estinti 
È  serbata,  iniquo,  a  te! 


SECONDO  23 
(Qual  preghiera  ornai  disciolgo? 

Tutti  irati  son  gli  Dei  !... 

Nazareno,  a  te  mi  volgo; 

S'egli  è  ver  che  nume  sei; 

Tu  soccorri  al  mio  consorte, 

Tu  lo  scampa  dalla  morte... 

E  gridar  ni'  udrà  la  terra 

Che  altro  Dio  non  v'  ha  per  me.) 
(Dell'iniqua,  del  protervo 

No,  la  vista  io  non  sostengo!... 

Dio,  proteggi  1' umil  servo... 

A  morir  per  te  qui  vengo, 

Ma  gli  affetti  della  terra 

Sorgon  feri  a  nuova  guerra!... 

Questo  ardor  che  il  sen  m'infiamma 

Tutto  ardor  del  ciel  non  è!) 
Non  compiango  la  tua  sorte, 

Ma  V  invidio  \  la  desio. 

Sulla  terra  oltraggi  e  morte, 

Gloria  e  vita  in  grembo  a  Dio! 

La  tua  lingua,  ed  il  tuo  core 

Porgan  laudi  al  Creatore... 

Già  de'  martiri  la  palma 

S'apparecchia  in  ciel  per  tei 
Alla  morte  lo  serbate. 

(le  guardie  si  avanzano  per  impadronirsi 
di  Po  liuto) 

No ,  crudeli... 

E  che  pretendi  ! 

S'  obbedisca. 

V  arrestate... 
Padre,  ah!  padre  lo  difendi. 
Egli  è  reo. 

Callìstene)  Deh!  tll... 

(non  potendo  vincere  la  sua  ripugnanza)  * 

Non  trovo 
La  parola...  forza  ignota 


24  ATTO 

Mi  respinge!  -  Il  duol  ch'io  provo... 
La  mia  smania  il  cor  ti  scuota... 

(a  Severo  prostrandosi) 

Sev.  Che!...  gemente  a' piedi  miei!... 

Pao.  Qui  morrò,  se  a  me  tu  nieghi 

La  sua  vita.,. 
Sev.  Ed  io  potrei?... 

Pol.  Tu,  per  me,  costui  tu  preghi! 

Empia!  {prorompendo) 

Pao.  Sposo!... 

Pol.  Il  fui. 

Pao.  Qual  detto!... 

Pol.  Sciolgo,  esecro  il  rio  legame, 

Onde  un  giorno  a  te  mi  ha  stretto 
Questo  Dio  bugiardo,  infame... 

(rovesciando  V  ara) 

Le  tue  colpe  un  Dio  verace, 

Scellerata,  punirà! 
Sao.        Alle  fiere  il  reo,  V  audace... 
Pao.  Innocente  io  son... 

(neW  estrema  disperazione  s  e  volendo  gettarsi  fra  le 
braccia  di  Poliuto) 
POL.  Tu?...  Va...  (respingendola) 

Morire  in  pace  mi  lascia  ornai... 

Solo  rimembra  quanto  t'amai... 

Nel  ciel,  che  m'apre  un  Dio  clemente, 

Mi  fìa  d'  ogn'  altra  gioia  maggior. 
L'esser  diviso  eternamente 

Da  te,  macchiata  d'impuro  amor. 

PaO.  {traila  di  senso) 

No,  gl'infelici  non  hanno  un  Dio!... 

È  solo  mia  colpa  il  destin  mio!... 

Se  alcun  di  voi  pietà  conosce, 

Mi  vibri  un  ferro  in  mezzo  al  cor,,. 
A  me  la  vita  fra  tante  angosce 

Di  cento  morti  saria  peggior. 


SECONDO  25 
Sev.     (Sparger  quel  sangue  m' è  d'  uopo  in  breve. . 

Ella  abborrirmi,  fuggir  mi  deve! 

É  ognor  funesto,  non  cangia  tempre 

Il  mio  destino  persecutori... 
Me  sventurato!  Son  io  per  sempre 

Morto  alla  speme,  morto  all'amor!) 
Sac.     Sia  maledetto  chi  reca  insulto 

Del  gran  Tonante  al  sacro  culto: 

Muoia  deserto  e  fra  tormenti; 

Gli  sia  negata  la  tomba  ancor. 
La  polve  iniqua  sperdano  i  venti... 

Di  lui  non  resti  che  infamia  e  orror. 
Fel.     Fra  queste  braccia  ricovra,  o  figlia... 

A  te  rimane  un  padre  ancor. 
Nea.     Tu  quella  mente  gran  Dio  consiglia, 

Tu  di  costanza  arma  quel  cor. 

(Poliuto  e  JSearco  partono  fra  le  guardie  :  intanto 
Felice  tragge  seco  a  vìva  forza  la  figlia) 


FINE  DELL'  ATTO  SECONDO. 


ATTO  TERZO 

11  Martirio. 


SCENA  PRIMA. 

Bosco  sacro:  muro  in  fondo  che  lo  divide  dalla  città: 
da  un  Iato  parte  del  tempio  di  Giove. 

Odonsi  da  lontano  confuse  voci  popolari. 


Vieni,  vieni...  Al  circo  andiamo... 

Stringe  il  tempo!...  -  Su,  corriamo... 

Di  tai  mostri  sgombro  il  mondo, 

Vendicato  il  ciel  sarà!... 
Oh!  spettacolo  giocondo!... 

Sangue  a  rivi  scorrerà!... 

SCENA  IL 

Giungono  Sacerdoti  da  parti  diverse,  quai  persone 
chiamate  ad  un  convegno,  indi  Callistene. 

Sac.  Ecco  il  sommo  Pontefice. 

Gal,  S'  avanza 

L'ora  solenne  del  supplizio,  ed  una 

La  vittima  non  fia  ! 
Sac.  Come? 
Gal.  L*  esempio 

Di  Poliuto  altri  seguir,  cui  morte 

Pel  nuovo  Dio  non  atterrisce. 
Sac.  Oh  stolli! 

Gal.  Il  suo  dolore,  e  F  onta, 

Nel  domestico  tetto , 


ATTO  TERZO 


TI 


Felice  asconde..,  ma  la  figlia  corse 
Del  proconsole  a  pie  ! 


Sac. 


Dubiti  forse 


Che  il  pianto  femminil  pietà  ritrovi 
Neil'  alma  di  Severo?  % 


Gal. 


É  debil  sempre 


Alma  schiava  d'amor.  -  Cauti  nel  volgo 
Disseminarci  fia  prudenza,  e  viva 
Tener  la  brama,  che  già  ferve  in  esso, 
Dell' imminente  strage,  onde  prorompa, 
Se  vien  deluso  ,  in  tutto  il  suo  tremendo 
Furor.  La  plebe  un'arme 
Vana  è  per  sè,  ma  quando 
La  tratta  il  saggio,  è  formidabil  brando! 
Alimento  alla  fiamma  si  porga, 
Tal  che  incendio  vorace  ne  sorga; 
Il  poter  degli  altari  che  langue 
Col  terrore  afforziamo  e  col  sangue: 
Ed  agli  occhi  del  mondo  insensato 
L'util  nostro,  util  sembri  del  ciel. 
Sic.        Ben  t'avvisi!  all'intento  bramato 


La  vendetta  de'  numi  sia  vel.  (partono) 


Donna!...  -  Malvagio!...  -  {ridesta)  Vision  gradila!... 

Bella ,  e  di  sol  vestita  , 

Qual  puro  incenso  dagli  altari ,  al  cielo 

Salia  la  sposa,  e  il  ciel  schiudeasi,  e  voce 

N' uscia  soave:  alla  virtude  onore! 

Ed  innocente  ella  saria?  Chi  giunge! 


SCENA  III. 


Prigione  del  Circo. 


Poliuto  immerso  nel  sonno. 


28 


ATTO 


SCENA  IV. 

Paolina  e  detto. 

Pio.  La  tua  sposa  infelice, 

Ma  non  rea  di  spergiuro...  Ah!  son  contati 
GÌ' istanti  !...  Odimi.  -  È  vero, 
Prima  d'esser  consorte  amai  Severo, 
Lo  piansi  estinto...  dalla  tomba  uscito 
Egli  a  me  riede:  usbergo 
Ebbi  virtù  nel  periglioso  incontro... 
Pugnai ,  ma  vinsi. 


Pori.  E  fra'  paterni  lari 

Noi  trasse  un  cenno  tuo? 
Pao.  Che  parli!  Ah!  d'onde 

Sì  rio  sospetto  ? 
Pol.  Callistene... 
Pao.  Or  basti. 


Tal  nome  pronunciasti 

Che  ricorda  ogni  colpa! 

D'  esecrabil  fiamma 

Arde  colui...  per  la  tua  sposa! 
Pol.  Oh  cielo  ! 

Creder  poss' io  tanta  perfidia?... 
Pao.  Il  giuro... 

E  qual  nume  tu  vuoi  del  giuramento 

Vindice  al  par,  che  testimone  imploro. 

Pol.  nella  più  viva  commozione:  ricorre  al  suo  pensiero  quanto 
gli  apparve  in  sonno,  cade  in  ginocchio,  ed  inondato  di 
lagrime,  e  non  potendo  formar  parole,  alza  le  mani  al 
cielo  come  in  rendimento  di  grazie,  quindi  sorge  ed  ab~ 
braccia  Paolina) 

Questo  pianto  favelli!...  -  Or  pago  io  moro! 
Pao.  Tu  non  morrai. 
Pol.  Che  dici  !... 

Pao.  Le  provocate ,  ultrici 

Folgori ,  ancor  sospende 


TERZO  29 
Chi  può.  Riedi  all'antico,  al  vilipeso 
Culto  de'  numi,  e  la  tua  vita  è  salva. 

Pol.  Ma  l'anima  perduta! 

Pao.  0  sposo  mio... 

Pol.  Taci... 

Pao.  No... 

Pol.  Vanne... 

Pao.  A5  piedi  tuoi  son  io... 

Ah!  fuggi  da  morte  orribil  cotanto... 

All'alma  ti  giunga  l'acerbo  mio  pianto... 

Lo  sparge  la  piena  d'immenso  dolore... 

È  pianto  d'un  core  -  squarciato  per  te. 
Pol.     Lasciando  la  terra  il  giusto  non  muore; 

Nel  cielo  rinasce  a  vita  migliore.  - 

Ma  cessa...  ma  tergi  l'amaro  tuo  pianto... 

Quel  duolo  soltanto  -  è  morte  per  me. 
Pao.  T'  arrendi... 
Pol.  Noi  deggio... 

Pao.  Pietà  d'  un  affanno 

Che  m'  apre  1'  avello... 

(Poliuto  cerca  nascondere  la  sua  commozione) 

Non  torcere  il  viso... 
Mi  dona  i  tuoi  giorni,  e  tutti  saranno, 
In  grembo  all'amore,  di  gioia  un  sorriso. 

Pol.     È  lampo  fugace  la  gioia  mortale, 

Ma  sede  l'Empirò  d'eterna  esultanza. 

Pao.     Pensasti  agli  orrori  del  punto  fatale? 

Pol.     Iddio  con  la  fede  ci  dà  la  costanza. 

(Paolina  è  vivamente  colpita  dallo  zelo  di  Poliuto) 

Pao.     Coraggio  inaudito!  -  Un  fulgido  lume 

Sul  ciglio  mi  striscia  e  l'ombre  dirada!... 

Spirarti  que'  sensi  non  puote  che  un  Nume!... 

Lo  credo...  lo  adoro...  -  Al  circo  si  vada. 
Pol.     Che  parli!...  Oseresti?... 
Pao.  Sfidar  la  tua  sorte. 

Pol.     Un  orrido  gelo  mi  piomba  sul  core!... 

A  sposo  che  t'ama  puoi  chieder  la  morte?... 


30  ATTO 

Pao.  Il  giusto  rinasce  a  vita  migliore. 

Pol.  La  terra  i  suoi  beni  ancora  t'  appresta. 

Pio.  È  sede  1'  Empirò  d'  eterna  esultanza. 

Pol.  Non  temi  lo  strazio  dell'ora  funesta? 

Pao.  Iddio  con  la  fede  ci  dà  la  costanza. 

Pol.  Fia  vero!...  La  grazia  nell'alma  ti  scende!... 

(la  pone  in  ginocchio,  ed  alzando  gli  occhi  al  cielo,  stende 
la  destra  sul  capo  di  lei  in  atto  solenne) 

La  via  di  salute  fu  schiusa  per  te. 

(la  rialza,  e  cadono  uno  fra  le  braccia  dell'altro) 

Insieme  si  muoia...  Un  premio  ne  attende 
Là  dove  possanza  di  tempo  non  è  ! 

Ct  2  (r#piti  in  estasi  divina) 

Il  suon  dell'arpe  angeliche 

Intorno  a  me  già  sento!... 

La  luce  io  veggo  splendere 

Di  cento  soli  e  cento  !... 

Di  me  non  ho  che  l'anima!.,. 

Già  son  del  Nume  a  pie  !... 
Eternamente  vivere 

M'  è  dato  in  ciel  con  te! 


SCENA  ULTIMA. 

Si  aprono  le  porte  :  vedesi  l1  anfiteatro  rigurgitante  d' im- 
menso popolo.  —  Severo,  Callistene,  altri  Sacer- 
doti, ed  alcune  Guardie  entrano  nella  prigione. 

Pol.     Alle  fiere  chi  oltraggia  gli  Dei!... 

Sia  punito  l'orrendo  misfatto... 
Set.        Fra  la  vita  e  la  morte  ancor  sei.  («  Poliuto)- 

Scegli. 
Pol.  Morte. 

Sev.  Alle  belve  sia  dato.  (alle  suardi(:) 

Pao.        Io  lo  seguo  :  meritata  ho  la  pena... 
Del  suo  Nume  la  fede  abbracciai. 

Sev.Cal.Sac.Tu!  (con  immensa  sorpresa) 


TERZO  31 
Pao.  Lo  giuro. 

Sac.  All'arena,  all'arena... 

Cal.  Ella  IDOra.      (mal  frenando  la  sua  gioia  infernale) 

Sev.  No,  crudi,  giammai... 

Cal.        A  difender  gli  altari  venisti  ; 

0  le  colpe? 

Sev.  Un  istante  concedi  !... 

Ah!  ti  cangia...  se  ancora  persisti  (a  Pao') 
Guai!... 

Pao.  Non  cangio. 

Gal.  Proconsole! 

Sev.  Oh!  cedi... 

No,  d'amor  non  favello  gli  accenti, 
Non  domando  che  vivi  per  me... 
Tu  sei  figlia...  del  padre  sovvienti... 
Ah!  se  muori,  egli  muore  con  tei... 

Pao.     A  pregar  vado  in  cielo  per  lui. 

Cal.        Più  s' indugia  ? 

Sev.  Tu  dunque?... 

Pao.  (accennando  Cal.) 

Abborrisco,  ed  esecro,  detesto 

1  suoi  Numi. 

Cal.  Empia  donna  !... 

Sac.  Che  orrori... 

Pol.  0  mia  sposa  !... 

Sev.  Qual  giorno  funesto!... 

Sac.        Nè  gettala  alle  belve  fu  ancor  ? 

(le  guardie  circondano  Paolina  e  Po  liuto) 
Sev.  (nell'estrema  disperazione) 

Giove  crudel  ,  famelico 

Di  sangue  e  di  vendetta, 

Ancor  vi  son  colpevoli... 

Punirli  a  te  s'  aspetta... 

La  donna  rea ,  sacrilega 

Adoro  più  di  le... 
Se  giusto  sei,  la  folgore 

Vibra  dal  ciel  su  me. 


32  ATTO  TERZO 

Pao.,  Pol.    Il  suon  dell'  arpe  angeliche 

Intorno  a  me  già  sento  !... 

La  luce  io  veggo  splendere 

Di  cento  soli  e  cento!... 

Di  me  non  ho  che  l'anima!... 

Già  son  del  Nume  a  piè  !... 
Eternamente  vivere 

Mi  è  dato  in  ciel  con  te! 
Cal.  (Tu  vero  nume  ed  unico. 

Vendetta ,  sei  per  me  !) 

Pop.  (con  gl'ida  ferocissime) 

A  morte,  a  morte,  o  perfidi... 
Il  vostro  Dio  dov'  è  ? 

CRISTIANI  (cne  odorisi  dalle  prigioni  contigue) 

Signore,  a  te  sia  gloria! 
Lieti  moriam  per  te! 

Cal.  (protendendo  la  mano  in  atto  di  maledizione  verso  Poliuto  e 
Paolina  mentre  son  condotti  al  supplizio) 

Su  voi  perversi,  cada 
L'infamia! 
Sev.  Ed  io  vivrò? 

Pao.,  Pol.    Ah  trionfar  si  vada  ! 
Cal.  (Oh  gioia!...) 

Sev.  Morte! 

(snuda  il  brando  per  trucidarsi) 

Guardie  Ah!...  no... 

(disarmandolo.  Intanto  si  abbassa  la  tela) 


FINE, 


ELENCO  DEI  LIBRETTI  D'OPERE  TEATRALI 

PUBBLICATI  DÀ  F«  LUCCA» 


pAdelia 

pAdriana  Lecouvreur 
pAidea 

pAUan  Gameron 

Anna  Bolena 
pAtala 
pA  Itila 

p  Armando  il  gondoliere* 
Beatrice  di  Tenda 
Belisario 

pBernabò  Visconti 
Capuletie  i  Montecchi 

pCaterina  Howard 

pCellini  a  Parigi 
Chi  dura  vince 
Chiara  di  Uosenberg 

pClarice  Visconti 

pCorrado  console  diMil. 

pCristoforo  Colombo 

pClarissa  Harlowe 

pDante  e  Bice 

pDon  Checco 

pDon  Crescendo 

pDon  Pelagio 

pDottor  Bobolo 

pDue  mogli  in  una 

pElena  di  Tolosa 
Elisa 

pElvina 

Eran  due  or  son  tre 
pErcolano 
pEsmeralda 
pEster  d'Engaddi 
pFaust 

Fausta 
pFolco  d'Àrles 
pFunerali  e  Danze 
pGabriella  di  Vergy 

Gemma  di  Vergy 
pGinevra  di  Scozia 
pGiovanna  di  Castiglia 
pGiovanna  I  di  Napoli 
pGiralda 
pGiuditta 
pGli  Ugonotti 
pGli  Studenti 
pGriselda 

Guglielmo  Teli 
pi  Due  Figaro 
pi  Falsi  Monetari 

Il  Crociato  in  Egitto 
pi  Pirati  spagnuoli 
NB.  Quegli  segnati 


Il  Barbiere  di  Siviglia 
Il  Giuramento 
pllritornodiCoiumella 
pi  Gladiatori 
pUBirrajodiPreston 

II  Bravo 
pll  Convito  di  Baldass. 
plldegonda 
pi  Martiri 
pi  Masnadieri 
pll  Borgomastro 
11  Campanello 
pll  Corsaro 
pll  Dese  rto .  Ode  Sin  fon . 
pllGiudizioUniv.Ora*. 
pll  Mantello 
pll  Matrimonio  percon. 
Il  Nuovo  Figaro 

I  Puritani  e  i  Cavalieri 
pll  Reggente 

II  Furioso 
pll  Templario 

Il  Turco  in  Italia 
Il  Pirata 

pll  Franco  Bersagliere 
pll  Saltimbanco 

Il  Ventaglio, 
pll  Duca  di  Scilla, 
pll  Folletto  di  Gresy 
plsabella  d'Aragona 
pi  diamanti  della  corona 
pJone 

pLa  Dama  bianca 
La  Gazza  ladra 
pi/Africana. 
pL'  Ebrea 

La  Pazza  per  Amore 
pLa  Cantante 
La  Cenerentola 
pLa  Favorita 
pLa  figlia  del  Proscritto 
pLaFigtiadel  Reggini. 
pLa  Locandiera 
pLa  Maschera 
pLa  Valle  d'Andora 
La  Muta  di  Portici 
pLaProva  d'un'operas 
pLa  Regina  di  Leone 
pL'Ar rivo  del  signor  zio 
L'Assedio  di  Corinto 
pL'Assedio  di  Leida 
i  La  Sonnambula 
col  (p)  sono  di  proprietà 


La  Straniera 
pLa  Villana  Contessa 
La  Regina  di  Golconda 
pLa  Sposa  del  Crociato 
pLalla-Ruk 
La  Vestale 
pLazzarello 
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L'Elisir  d'Amore 
/?Leone  Isauro 
pLeonora 

pLe  Nozze  di  Messina 
pLe  Precauzioni 
L'Italiana  in  Algeri 
Lucia  di  Lammermoor 
Lucrezia  Borgia 
pLudro 
pLuigi  V 
pLuisella. 

pL'Uomo  del  Mistero 
pL'Osteria  d'Andujar 
L'Ajo  nell'imbarazzo 
pL'Uscocco. 
pMiniere  di  Freimberg 
pMarta. 

pMarco  Visconti 
pMaria  regina  d'Jnghil. 
Marino  Faliero 
pMargherila 
pMatilde  di  Scozia 
pMedea 

pMignonè  Fan-fan 
pMorosina 
Mosè 

pNon  tutti  i  pazzi. 
Norma 
Otello 
p  Pi  pel  è 

pPaolo  e  Virginia 
Parisina 
pPoliuto 
pPelagio 

pRoberto  il  Diavolo 
Roberto  Dévereux 
Semiramide 
pSer  Gregorio 
Torquato  Tasso 
Un'Avv.diScaramucc. 
pUn  Geloso  e  la  sua  V. 
pVioletta 
pVìrginia 
pVittore  Pisani 
del  suddetto  Editori-